"In un tempo come questo, dove sinistri echi dí antisemitismo si diffondono nuovamente in un contesto sociale segnato da conflitti, la memoria delle sperimentazioni mediche nei campi di concentramento e gli studi condotti postumi all’apertura degli stessi ancora oggi è l’unico e privilegiato veicolo affinché la banalità del male non trovi ancora una volta terreno fertile. Lo studio di quanto avvenuto negli ospedali con il progetto Aktion T4 e con gli esperimenti nei lager nazisti, permette di conoscere ciò che è impossibile comprendere e che rende ancora oggi fondamentale il Codice di Norimberga come primo passo per umanizzare la ricerca biomedica".
Con queste parole lo storico Elio Limentani, nipote della sopravvissuta Errina Fornaro Di Veroli, ha raccolto l'invito al Seminario "Memoria e memorie per una storia delle sperimentazioni naziste. Il codice di Norimberga tra ieri e oggi" organizzato nell'ambito del progetto di Terza Missione Medicina e Shoà.
Un incontro che vuole essere testimonianza verbale, fatta di ricordi, racconti, di storie di vita che si incontrano e talvolta si scontrano con i libri sui quali studiamo. Interrogarsi su cosa poter trattenere delle memorie e della Memoria oggi, e quanto il Codice di Norimberga, con tutti i suoi limiti, rappresenti ancora una sorta di linea di demarcazione, una via di non ritorno, sulla centralità delle persone e il primato dell'essere umano rispetto alla ricerca, in un continuum mai interrotto che si rinnova costantemente alla luce dei progressi delle biotecnologie, delle conoscenze, delle ricerche.
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