Uno studio pubblicato sulla rivista Cell Death & Differentiation del gruppo Nature ha individuato
nuove vie molecolari coinvolte nell’insorgenza e nella progressione del tumore al seno triplo negativo. La ricerca è stata condotta dal gruppo coordinato dalla Prof.ssa Diana Bellavia dell’Università La Sapienza, con il supporto dell’Istituto Pasteur Italia – Fondazione Cenci Bolognetti.
Il tumore al seno triplo negativo è una delle forme più aggressive di carcinoma mammario. È caratterizzato da cellule tumorali che non presentano i recettori per estrogeni e progesterone e mostrano livelli molto bassi o assenti del recettore HER2, molecole che normalmente possono essere utilizzate come bersagli per terapie specifiche. Proprio l’assenza di questi recettori rende più difficile il trattamento di questo tipo di tumore. Clinicamente, il tumore al seno triplo negativo è una patologia molto aggressiva, che tende ad avere una progressione molto rapida e può ripresentarsi a distanza di tempo, nonostante i trattamenti farmacologici. Dal punto di vista molecolare, è considerata una malattia eterogenea, che origina dalla simultanea deregolazione di più vie di segnalazione. Tale eterogeneità può in parte spiegare la malignità del tumore e la scarsa risposta ai farmaci.
La ricerca guidata da Sabrina Zema (borsista della Fondazione Umberto Veronesi) apre nuove prospettive nell’identificazione di nuovi bersagli molecolari nel tumore al seno triplo negativo, quali gli elevati livelli di espressione della proteina Mastermind-like1 (MAML1). Oltre al ruolo ben definito di MAML1 come coattivatore trascrizionale di numerose vie di segnalazione oncogeniche, lo studio ha rivelato un ruolo non canonico per MAML1 nel controllare la stabilità di molte proteine che possono acquisire proprietà oncogeniche. Il gruppo di ricerca coordinato dalla Prof.ssa Diana Bellavia dimostra un duplice ruolo della proteina MAML1, che riveste una funzione nevralgica nell’attivazione simultanea di diverse oncoproteine in grado di sostenere l’eterogeneità del tumore al seno triplo negativo e le caratteristiche di malignità della cellula tumorale. I risultati ottenuti assegnano a MAML1 un ruolo chiave come “interruttore molecolare” capace di orchestrare l’attivazione delle principali vie di segnalazione oncogeniche. Alla luce di queste evidenze, MAML1 emerge come un potenziale target molecolare di rilevanza terapeutica nel tumore al seno triplo negativo, aprendo prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche innovative mirate alla modulazione delle reti di segnalazione tumorali.
Ulteriori approfondimenti si possono trovare nel lavoro riportato nel seguente link:
https://www.nature.com/articles/s41418-025-01613-5
Un nuovo bersaglio terapeutico per il tumore alla mammella

Data notizia:
